Un viaggio lungo 50 ANNI

A cura di Pierluigi Biancini

 

In occasione del 50° Anniversario della fondazione della Pro Loco di Sant’Oreste abbiamo pensato di far presentare l’Associazione direttamente con le parole di quanti l’abbiano vissuta, contribuendo a costruire negli anni un rapporto indissolubile stretto con la comunità di Sant’Oreste. La vita della Pro Loco descritta e narrata dall’interno, da parte di coloro che hanno ricoperto la carica di Presidente. Ciascuno dei personaggi intervistati ha operato partendo dal presupposto di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie risorse fisiche e mentali per contribuire alla crescita dell’Associazione e del paese in generale. L’impegno per la propria comunità è un minimo comune denominatore, un filo rosso che attraversa le interviste che vi proponiamo e vi proporremo nei prossimi giorni.

Le interviste sono state realizzate da due giovani ragazze che hanno impiegato il loro tempo con gioia ed entusiasmo e che rappresentano una risorsa per l’associazione e per il paese: Laura Danieli e Rachele Caccia. Le narrazioni si estendono su un arco temporale molto lungo, si passa dalle esperienze ‘pionieristiche’ degli Anni Settanta alle più recenti presidenze del nuovo secolo. Nell’arco di 50 anni molto è variato nella vita di Sant’Oreste e nel panorama sociale e politico italiano. Uno degli aspetti di maggiore interesse riguarda il ruolo della Pro Loco nella vita paesana.

Nel primo ventennio di vita la Pro Loco ha operato come unico fulcro e nucleo di tutte le iniziative di carattere culturale e folcloristico, come agenzia di propagazione della conoscenza storica e come punto di riferimento per la comunicazione del territorio all’esterno. In questo panorama l’associazione aveva come unico punto di riferimento l’amministrazione comunale e gli enti istituzionali preposti (E.P.T.[1]), come partner inelubili per il proprio operato: costituire un legame di collaborazione istituzionale era ed è ancora oggi un dovere, una necessità ed una risorsa per la Pro Loco.

Negli ultimi decenni si è altresì assistito alla proliferazione di numerosi nuovi soggetti associativi operanti nel campo della cultura; la nuova esigenza è affermare il ruolo della Pro Loco come agente di coordinamento, come collante e matrice in grado di tenere unite le varie anime associative; costituendo un punto di riferimento unico ed univoco per costituire collaborazioni proficue. Questi sono i temi che emergono dai racconti dei nostri presidenti passati.

Ciascuno di essi ha raccontato la propria esperienza, portando i ricordi e le aspettative passate e future. Ciascun ha avuto modo di riflettere con il giusto distacco e con razionalità sul proprio impegno e sulla propria esperienza. Per un presidente, un membro del direttivo o un semplice socio -un socio realmente partecipante e coinvolto nelle attività dell’associazione- entrare a far parte della  Pro Loco significa operare nello sviluppo del patrimonio più importante a disposizione dei santorestesi: il nostro capitale sociale.

Il capitale sociale è quell’insieme di risorse messe a disposizione dall’appartenenza ad una rete di solidarietà, di rapporti di condivisione e di collaborazione. La più grande miniera, forse ancora in parte inesplorata, della nostra comunità è questo grande insieme di risorse che scorrono come fluido sotterraneo e sono imbricate in ciascuna delle nostre interazioni sociali: essere socio Pro Loco significa in primo luogo accrescere e investire nel proprio capitale sociale.

Uno degli aspetti che emergeranno dalle interviste è la varietà delle iniziative intraprese nel corso degli anni e l’eterogeneità dei progetti sui quali i vari consigli direttivi hanno lavorato con maggiore o minore fortuna. Questa è la grande forza della Pro Loco: essere sul territorio e operare a 360°. Una celebre frase di Terenzio afferma: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” (Sono un essere umano, nulla che sia umano mi è estraneo) e, parafrasata, potrebbe valere come motto per l’Associazione. “Nulla di ciò che riguarda Sant’Oreste mi è estraneo”. Nello statuto del Novembre 1966 depositato presso il Notaio Dott. Italo Gazzilli al punto a) si pone l’obiettivo di “

Promuovere tutte le iniziative (miglioramento estetico della cittadina, tutela delle bellezze naturali, artistiche e monumentali del luogo, incremento dell’attrezzatura ricettiva, miglioramento degli impianti igienico-sanitari, lotta contro i rumori e le mosche ecc.

Il primo consiglio direttivo della Pro Loco era presieduto da Ludovico Scarinci, ne facevano parte Raffaele Amori, Manfredo Miscia, Bernardo Paolucci. Altri presidenti si sono alternati: Rolando Morelli, Giovanni Fidanza, Gino Balerna, Francesco Zozi, Giorgio Boari Ortolani, Vito di Matteo, Bruno Paolucci, Paolo Giovannelli e l’attuale presidente Veronica Caresta, prima donna a ricoprire la carica.

Ognuno di questi presidenti ha portato avanti con il proprio consiglio direttivo progetti che hanno riguardato ciascuno di quelli àmbiti indicati in quel primo punto dello statuto: feste popolari, feste tradizionali e rievocazioni, allestimenti di mostre, gemellaggi e iniziative culturali che riguardano la vita di tutti i giorni. Il grande onore e onere della Pro Loco è di essere strutturalmente incastonata nella vita del paese: di dover e poter operare con i propri progetti in ognuno dei 365 giorni dell’anno. Essere punto di riferimento per le iniziative ed esigenze le più disparate: si tratti di organizzare grandi eventi come la Festa dei Vicoli come corsi di formazione e laboratori che contribuiscano a dar vita e accrescere le possibilità offerte dal nostro paese. La Pro Loco è tutto questo, altrimenti rischia di non essere, di scomparire nel panorama ormai vasto e sempre più ampio dell’offerta associativa.

La stessa etimologia della parola ‘luogo’ nel nome dell’associazione deve essere di aiuto a comprenderne la natura: il luogo non è qualcosa di pre-costituito, non è un ambiente che ereditiamo già fatto dall’alto. Il luogo, nel senso antropologico ed etimologico del termine, è il nostro abitare, il nostro modo di stare nell’ambiente, siamo noi che lo decidiamo. L’ambiente della Pro Loco è il territorio di Sant’Oreste nel suo complesso, non è un dato ma un processo in continuo divenire, è il risultato delle azioni che ciascun iscritto Pro Loco porta avanti giorno dopo giorno. I presidenti che ci parlano nelle loro interviste ci parlano del loro abitare Sant’Oreste.

[1] Ente Provinciale per il Turismo, indicato come riferimento già nello statuto del 1966. Negli ultimi anni la Pro Loco si è iscritta all’UNPLI: Unione delle Pro Loco Italiane.

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