NOI. Laboratorio teatrale alle scuole medie. Educare alla libertà. PARTE 2 di 2

Malala: una storia esemplare/2

I temi che andrete a leggere sono stati scritti dai ragazzi della III B della Scuola Media Inferiore di Sant’Oreste nell’ambito del Laboratorio Teatrale, giunto alla quarta edizione, tenuto da Simona Oppedisano di Teatrificio 22 in collaborazione con il Comune di Sant’Oreste e l’Istitutivo Comprensivo di Civitella San Paolo. Il progetto portato avanti dalla docente è incentrato sulla figura di Malala, giovane pakistana, di cui avrete modo di leggere la storia descritta dalle parole dei suoi coetanei di Sant’Oreste. Il laboratorio teatrale è stato finalizzato da un lato a stimolare la creatività e l’empatia dei ragazzi coinvolti dall’altro a narrare una vicenda che valorizzi e renda consapevoli i ragazzi del ruolo giocato dalla Scuola nella vita quotidiana, nella formazione dell’individuo e nella creazione di una società libera e democratica. La storia della giovane Malala ha messo i giovani studenti delle scuole medie di fronte alla realtà di un mondo senza scuola, senza istruzione facendo loro apprezzare meglio il sapore della loro esperienza e mettendoli sulla strada giusta per diventare cittadini migliori. Ringraziamo la Prof.ssa Laura Beni, Simona Oppedisano i docenti della Scuola Media Inferiore e gli alunni per averci permesso di pubblicare questi testi che hanno per noi un valore doppio: da un lato ci informano su una storia di grande rilevanza morale , dall’altro ci mostrano come queste storie siano recepite e narrate dai giovani come la protagonista. I temi sono anche la base di partenza per il lavoro di laboratorio di costruzione del testo dello spettacolo da parte della docente. Lo spettacolo è intitolato NOI e andrà in scena venerdì 26 (per le sole scuole) e sabato 27 Maggio 2017, al Teatro Comunale di Sant’Oreste. Per questioni di privacy i nomi degli autori di ciascun titolo non compaiono. (Pierluigi Biancini)

III A Sintesi e Commento

Malala Yousafzai è nata il 12 luglio 1997 a Mingora. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto allo studio delle donne della città di Mingora, nella Valle dello Swat.

All’età di 11 anni è diventata celebre per il blog, da lei curato per BBC, nel quale documentava il regime dei Talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e la loro occupazione militare del distretto dello Swat. È stata nominata per l’International Children’s Peace Prize, premio assegnato dalla Kidsrights Foundation per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi.

Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente colpita alla testa da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei Talebani Pakistani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, sostenendo che la ragazza è “il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”; il leader terrorista ha poi minacciato che, qualora fosse sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati. La ragazza è stata in seguito trasferita in un ospedale di Birmingham che si è offerto di curarla. Il 12 luglio 2013 in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto lanciando un appello per l’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo. Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Sackarov per la libertà di pensiero. L’annuncio è stato dato dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che l’ha motivata dicendo che è una ragazza eroica e ricca di spirito. Il premio le è stato consegnato in occasione della sessione plenaria di Novembre a Strasburgo, il 20 novembre 2013. Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un Nobel. La motivazione del comitato per il Nobel norvegese è stata:” per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”.

Commento

La tua storia mi ha colpito molto perché non riesco a paragonare alla mia vita la tua. Io vado ogni giorno a scuola perché devo imparare nuove cose, materie che in un futuro mi serviranno per trovare un lavoro e per avere una cultura personale e a volte ammetto che preferirei stare anche a casa, mentre tu hai così tanta voglia di imparare che hai rischiato la tua vita e pur di non mancare a scuola. La tua storia secondo me aiuta molto a far riflettere i ragazzi come me a farsi un’idea di come sia il sistema scolastico in altri paesi. Perché nella tua storia i Talebani non mandavano a scuola i bambini (soprattutto le femmine perché i maschi venivano spesso arruolati come soldati) in modo che rimanessero ignoranti così che in futuro non gli avrebbero dato problemi. Invece tu hai voluto comunque andare a scuola anche se sapevi di andargli contro. Per me tu hai meritato di rimanere in vita perché nella tua stessa situazione. Questa storia per me è molto educativa per i ragazzi di oggi e io senza aver letto alcune pagine del tuo diario non avrei mai potuto pensare che potesse accadere una cosa del genere in certi paesi del mondo quindi Grazie per avermi fatto riflettere su questo tema così importante.

Parola chiave: lotta, libertà, istruzione, vita, gratitudine

Malala Yousafzai è un’attivista pakistana. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione, bandito da un editto dei Talebani, per evitare l’accesso allo studio per le donne della città di Mingora, nella Valle dello Swat.

All’età di 11 anni è diventata celebre per il blog da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei Talebani Pakistani, che occupavano il Distretto dello Swat e andavano imponendo una serie di leggi contrarie alla liberta delle donne. È stata nominata per l’International Children’s Peace Price, premio assegnato da KIds Rights Foundation, per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi.

Nell’Ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla testa da uomini armati saliti a bordo dell’autobus scolastico che la stava riportando a casa da scuola.

Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani Pakistani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato sostenendo che la ragazza è “il simbolo degli infedeli e dell’oscenità, il leader terrorista ha poi minacciato che, qualora fosse sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati.

La ragazza è stata trasferita in seguito in un ospedale di Birmingham che si offrì di curarla.

Malala nata il 12 Luglio 1997 a Mingora, è un’attivista pakistana che nel 2014 riceve il Premio Nobel per la Pace. Quando aveva 11 anni teneva già un blog sul regime dei Talebani. Il 9 ottobre 2012 fu colpita alla testa in un attentato contro di lei su un autobus, dopo questo accadimento fu portata in ospedale, dove fu salvata. L’anno seguente, a New York, fece un appello per l’Istruzione dei bambini di tutto il mondo. Nello stesso anno ricevette il premio Sacharov per la libertà di pensiero.

III A Il discorso del 12 Luglio 2013.

In occasione del suo sedicesimo compleanno Malala parla al Palazzo di Vetro a New York indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto. Una delle frasi più celebri è la seguente:

I DON’T MIND TO SIT ON THE FLOOR AT SCHOOL. ALL I WANT IS EDUCATION AND I AM AFRAID OF NO ONE.

III A Commento di una studentessa

Questa è una ragazza che ha il coraggio di saper difendere proprie idee, di essere donna, io la stimo. È una grande ragazza, non importa la sua razza oppure i motivi di quello che è o la sua religione, essere bello dentro è la cosa più bella che ci possa essere. Essere uguali non ha valore, avere il dono di una mente e di un corpo distinto da tutti gli altri è meraviglioso, esse donna ancora di più. La donna è la vita, l’amore per tutto. Dona la vita pensa a quanto può essere bella. La donna è un essere unico e Malala ha saputo dimostrarlo.

Parole chiave: unicità, donna, bellezza, autonomia, coraggio, idee

III A Commento alla storia di Malala

La storia di Malala mi è piaciuta molto perché parla di lei, delle leggi imposte agli abitanti della Valle dello Swat e di ciò che devono subire le ragazze sotto il Talebani, con il divieto di istruzione loro imposto.

A volte capita anche a me di dire “che non volevo andare a scuola”, ma poi, ripensandoci, mi rendo conto che si tratta di un diritto, il quale è negato a molti ragazzi e ragazze in diverse parti del mondo. Per questo motivo ritengo che noi ragazzi italiano siamo molto fortunati ad avere un sistema che ci permette di formarci un’educazione. Molti ragazzi che vivono in Africa all’età di 10 anni vengono già sfruttati nei campi di lavoro forzato.

Dobbiamo essere felici dato che abbiamo un privilegio ed è quello di avere un’istruzione.

Parole chiave: sfruttamento, diritto, privilegio, istruzione, felicità

III B Riassunto della vita di Malala

Malala Yousafzai è una ragazza Pakistana che da tempo si batte per i diritti civili ed il diritto all’istruzione delle ragazze nei paesi musulmani. Nel 2014 vince il premio Nobel per la Pace. Diviene famosa in seguito all’attentato subito nel 2012, durante il quale fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un Talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella Valle dello Swat. Tre anni prima aveva scritto un testo su un blog raccontando il caos della città in cui viveva ed i roghi delle scuole femminili da parte dei Talebani. Il testo fu pubblicato sul sito della BBC e circolò molto in Pakistan. La storia di Malala in questi anni è stata raccontata da molte testate giornalistiche internazionali. Il primo ministro pakistano le assegnò la prima edizione di un premio nazionale per la pace ed un assegno di circa 4000 euro. Yousafzai in altre occasione ha detto di voler creare da grande un partito politico e darsi da fare per le ragazze della sua zona. I Talebani del Pakistan l’avevano da tempo inserita in un elenco di persone da colpire perché ritenute responsabili della diffusione del secolarismo. Il portavoce locale dei Talebani, dopo aver rivendicato l’aggressione nel 2012, aveva dichiarato che Malala si era resa responsabile di oscenità che andavano fermate. Malala è così diventata una delle attiviste più conosciute al mondo. Nel 2013 ha tenuto un discorso durante l’assemblea della gioventù delle Nazioni Unite a New York. Il suo intervento, in cui aveva parlato soprattutto della condizione femminile nel suo paese, aveva raccolto un grande consenso ed era circolato molto online e sui principali media di tutto il mondo. Davanti all’assemblea Malala aveva spiegato che i libri e le penne sono le armi più potenti e che l’educazione è l’unica soluzione. Parlando del suo attentato si era anche rivolta direttamente ai Talebani, chiarendo che “se pensavano di farci tacere con l’uso di proiettili non ci sono riusciti”. Malala è la persona più giovane ad essere stata insignita di un premio Nobel, ma in Pakistan ci sono ancora di tanto in tanto proteste contro di lei, dal momento che è tutt’ora considerata portatrice di idee contrarie all’Islam e otto dei dieci Talebani condannati per il suo tentato omicidio sono stati recentemente scarcerati, dopo essere stati condannati all’ergastolo.

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