Intervista a GIOVANNI FIDANZA

Giovanni Fidanza ha ricoperto la carica di Presidente a partire dal 1974 succedendo in carica all’Ing. Rolando Morelli. Da sempre attivo nella vita paesana Giovanni è rimasto vicino alla vita dell’Associazione anche negli anni successivi. In questo brano ricorda la sua esperienza e i progetti portati avanti anche successivamente per lo sviluppo del paese a livello di prodotti e infrastrutture ricettive. (P.B.)

 

Testo dell’intervista: Laura Danieli- Rachele Caccia

 

GIOVANNI FIDANZA

Pensionato, diploma di Ragioneria

 

A che età è stato Presidente?
Ho ricoperto la carica di Presidente quando avevo 30 anni.
Per quale motivo si è avvicinato alle attività della Pro Loco? Prima di rivestire tale ruolo, era già stato coinvolto in altre iniziative di tipo sociale, aveva già avuto a che fare con altre istituzioni, aveva ricoperto altre cariche, oppure si trattava di un’esperienza totalmente nuova?
All’epoca frequentavo la sezione di Sant’Oreste della Democrazia Cristiana, e decisi di avvicinarmi alle attività della Pro Loco semplicemente perché volevo e voglio bene al mio paese.
Dunque quali erano le sue aspettative, e cosa rappresentava per lei ricoprire quel ruolo?
Entrare a far parte di quella realtà poteva significare un’importante e grande opportunità. Avrebbe rappresentato per me la possibilità di contribuire attivamente alla crescita culturale e socio-economica del mio paese.

 

Di cosa si è occupato precisamente? E quale è stata l’iniziativa in cui si è più impegnato, oppure un progetto a cui teneva particolarmente che ha visto realizzato?

 

Sicuramente due delle questioni centrali del mio mandato furono la presa di coscienza dell’acquisizione della “zona militare” e la riscoperta della nostra memoria storica rappresentata dalla cultura della Sirole. In quegli anni la Proloco fu promotrice di alcune manifestazioni, come incatenarsi alla “sbarra” (che rappresentava l’invalicabilità della “zona militare”) al grido di “Gallerie Libere” e l’organizzazione di alcune sagre come per esempio “Il tempo delle olive”. Fu sicuramente però sotto la presidenza di Franco Zozi che più marcatamente queste iniziative ebbero un ruolo concreto, anche attraverso il contributo determinante delle amministrazioni Lazzari e Segoni che portarono alla riacquisizione della “zona militare” ed alla ristrutturazione di parte di essa; al riconoscimento della Sirole del Soratte nei cultivar nazionali ed alla realizzazione di un oleificio per la trasformazione delle olive.
C’è stato qualche progetto che non è riuscito a realizzare e che, invece, avrebbe voluto?
Se penso ad un’idea che avrei tanto voluto veder concretizzarsi, confesso di aver avuto in mente un grande progetto. Il mio più grande sogno sarebbe stato quello di assistere alla creazione dell’Albergo diffuso: progetto nato per valorizzare e prendersi cura da vicino del centro storico, così da incentivare la possibilità, per chiunque provenisse da fuori, di vivere a pieno la realtà più autentica e genuina del paese. Questo avrebbe anche permesso di sorreggere e tenere viva la futura economia del paese. Non nego di mantenere accesa la speranza che qualcuno possa ora, o negli anni a venire, prendere a cuore l’idea di questa iniziativa.

 

Nel periodo in cui è stato Presidente della Pro Loco, chi era a capo dell’amministrazione comunale? Che tipo di rapporto intercorreva tra la Pro Loco e l’amministrazione in quel periodo?
Il Sindaco di allora era Ezio Capelli, e devo dire che c’era un ottimo rapporto tra la Pro Loco e l’Amministrazione comunale.
E che tipo di rapporto vi era invece tra la Pro Loco e le altre realtà associative e non del paese?
In quegli anni la Pro Loco viveva sotto forma di un’istituzione dipendente dall’EPT (Ente Provinciale del Turismo), e quindi rivestiva un ruolo istituzionale organizzato alle dipendenze di tale Ente. Tuttavia, non posso negare che ci fosse buon rapporto con tutte le realtà associative e non del panorama santorestese.

 

Dunque tutto si è concluso in un ambiente favorevole? È stato facile portare a termine il mandato?
Si, mi fa molto piacere riconoscere come tutto si sia svolto in un clima pacifico e alquanto favorevole. Anche al momento della chiusura del mio mandato di Presidente della Pro Loco, fui molto felice di lasciare le redini dell’associazione al prof. Franco Zozi, che nel ruolo di vicepresidente aveva già rappresentato un sostegno fondamentale per la mia presidenza. Mi piace pensarla come una transizione assolutamente doverosa.

 

Cosa consigliereste a chi intende percorrere questa strada e occuparsi così tanto del sociale? Col “senno di poi”, cosa proporrebbe a chi è ora Presidente della Pro Loco?

 

Con grande piacere non posso che notare il nuovo e inconfondibile slancio impresso all’attività della Pro Loco. Questo non può che riempirmi di gioia e soddisfazione. Non riesco ad immaginare di poter suggerire altro se non di continuare strenuamente a porre le proprie capacità al servizio di questo territorio. Se è la passione ciò che spinge ad aver cura del paese, la cosa più importante da fare è solo cercare di realizzare, il più e al meglio che sia possibile, tutti i sogni che lo riguardano. Bisogna continuare a percorrere in modo saldo e deciso questa strada, e fare dello sviluppo del paese il cardine del nostro impegno all’interno della sua realtà culturale e socio-economica.

 

 

Condividi: