Intervista a VITO DI MATTEO

Vito di Matteo succede nella carica di presidente nel 2009 al compianto Giorgio Boari Ortolani, che per due mandati ha animato la vita culturale del paese. La sua presidenza è breve ma comunque significativa e rappresenta un momento del coinvolgimento di Vito nella vita sociale e politica paesana. Nel testo raccolto egli descrive le attività intraprese ed i ricordi accumulati nei mesi di presidenza. (P.B.)

 

Testo: Laura Danieli-Rachele Caccia

 

VITO DI MATTEO

Classe 1977, diploma di geometra

 

A che età è stato presidente della Proloco?

 

Sono stato presidente all’età di 32 anni, a cavallo tra il 2009 e il 2010.

 

Per qual motivo si è avvicinato alle attività della Proloco? Prima di rivestire tale ruolo è stato già coinvolto in altre iniziative di tipo sociale, ha già avuto a che fare con altre istituzioni, ha ricoperto altre cariche, oppure si trattava di un’esperienza totalmente nuova? Quali erano le sue aspettative, cosa rappresentava per lei ricoprire quel ruolo?

 

Prima di ricoprire tale carica ero un associato della Proloco. Ho sempre nutrito grande simpatia nei confronti dell’Associazione. Ho precedentemente ricoperto la carica di rappresentante studentesco d’istituto nel lontano a.s. 1996/97 all’I.T.C.G.  P.L. Nervi di Rignano Flaminio.

Nel momento della mia elezione a Presidente della Proloco di Sant’Oreste ero membro del direttivo del Partito Democratico di Sant’Oreste, ma mi dimisi dallo stesso per evitare un’incompatibilità dei ruoli.  C’è da dire che si trattava di un periodo molto particolare per la Proloco che non si trovava in una situazione facile, c’era bisogno soprattutto di un cambio generazionale.  Furono Giorgio Boari Ortolani e Giovanni Fidanza a chiedermi di impegnarmi come presidente, e io accettai con entusiasmo.

 

Di cosa si è occupato precisamente? Qual è stata l’iniziativa in cui si è più impegnato, oppure un progetto a cui teneva che ha visto realizzato?

 

Nel periodo del mio mandato, sono state curate le tradizionali iniziative de “L’estate santorestese”, “Festa dei vicoli” e dell’allora giovanissima festa del “Natale nei vicoli”.

Ricordo con piacere anche il convegno “Il Soratte antico e moderno” a cui seguì un interessante pubblicazione degli atti del convegno.

Ci fu inoltre una bellissima rassegna de “Il Tempo dell’olive”, in occasione della quale venne proiettato a Palazzo Canali Caccia il documentario “Sant’Oreste – tradizioni e meraviglie del Monte Soratte” incentrato sulla tradizionale raccolta e spremitura delle olive nel nostro paese, con la partecipazione dei nostri anziani e del locale frantoio. Un bellissimo documento.

Ho inoltre cercato di rendere il più trasparente possibile la questione finanziaria e amministrativa dell’associazione.

 

C’è stato qualche progetto che non è riuscito a realizzare e che invece avrebbe voluto?

 

Progetti veri e propri no. Avrei voluto rendere l’istituzione della Proloco il fulcro di tutte le attività associative del paese ma purtroppo questa idea non si è concretizzata sia per mancanza di tempo sia per una difficoltà oggettiva ad unire tutte le realtà associative del territorio intorno ad essa.

 

Nel periodo in cui è stato presidente della Proloco, chi era a capo dell’amministrazione comunale? Che tipo di rapporto intercorreva tra la Proloco e l’amministrazione, in quel periodo?

 

Il mio mandato di presidente della Proloco si è svolto a cavallo tra l’ultima amministrazione Mario Segoni e la prima di Sergio Menichelli; Il tempo a disposizione non è stato così abbastanza lungo per instaurare un rapporto direi proficuo. Ricordo però con molto piacere la disponibilità dell’allora Assessore alla Cultura Maurizio Serzanti.

 

È stato facile portare a termine il mandato? Il tutto si è concluso in un ambiente favorevole?

 

Il mio mandato si è concluso a seguito delle mie dimissioni. Il lavoro non mi dava lo spazio necessario da poter dedicare alle attività dell’Associazione. Tuttavia direi che si è lavorato in un clima abbastanza sereno tranne solo piccoli screzi.

 

Cosa consiglia a chi intende percorrere questa strada e occuparsi così tanto del sociale? Col “senno di poi”, cosa proporrebbe a chi è ora presidente della Proloco? Ha qualche idea o iniziativa per migliorarne l’operato?

 

La Proloco deve avere un ruolo centrale nella vita della comunità e questo richiede inevitabilmente grandi sforzi e spirito di sacrificio costante, un buon gruppo di lavoro e spirito di squadra.

È essenziale inoltre che da un lato l’operato della Proloco resti il più possibile imparziale di fronte alle influenze della politica locale, cercando però in ogni modo di creare una forte sinergia e collaborazione con le amministrazioni comunali.

A questo proposito auspico la fine del tesseramento selvaggio a cavallo delle elezioni dei direttivi Proloco. Spero che chi oggi è presidente della Proloco possa trovare una soluzione condivisa, se necessario anche con la modifica dello Statuto.

Tutto quello che posso poi aggiungere e che posso consigliare ai ragazzi del nuovo direttivo, che stanno facendo davvero un buon lavoro, è continuare su questa strada, aprendosi verso ogni altra possibile prospettiva di crescita.

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