Intervista a PAOLO GIOVANNELLI

Paolo Giovannelli rappresenta il prototipo del socio Pro loco: attivo da sempre nel campo delle associazioni, è uno dei fautori del Comitato per la Madonna di Maggio e della Protezione Civile, ha ricoperto la carica di consigliere della Pro loco e successivamente di Presidente, succedendo alla presidenza di Bruno Paolucci. In questa intervista ci racconta le attività realizzate con gli altri membri del consiglio direttivo. Giorgio Zozi, Fabrizio Capelli, Paolo Mascarucci, Antonello Riccioni. (P.B.)

 

Testo di: Laura Danieli-Rachele Caccia

 

PAOLO GIOVANNELLI

Classe 1963. Sottoufficiale dell’aeronautica militare italiana.
A che età è stato Presidente?

 

Ho ricoperto il ruolo di Presidente della Pro Loco all’età di 48 anni, dall’anno 2012 fino al 2014.
Per quale motivo si è avvicinato alle attività della Pro Loco? Prima di rivestire tale ruolo, era già stato coinvolto in altre iniziative di tipo sociale, aveva già avuto a che fare con altre istituzioni, aveva ricoperto altre cariche, oppure si trattava di un’esperienza totalmente nuova?

 

Sono stato da sempre interessato all’attività dell’Associazione e dei precedenti direttivi, tanto da spingermi a voler sperimentare in prima persona la carica di Presidente. Anche in precedenza – e tuttora –  pur non facendo parte del direttivo, avevo comunque ricoperto un ruolo molto attivo nella vita sociale di Sant’Oreste: sono un volontario della Protezione Civile a tempo pieno, mi occupavo di lavori parrocchiali quali ad esempio la costruzione di Presepi nel periodo natalizio, o di attività che hanno sempre coinvolto molte persone. “Fin dalla nascita”, inoltre, faccio parte del Comitato della Madonna di Maggio.
Dunque quali erano le sue aspettative, e cosa rappresentava per lei ricoprire il ruolo di Presidente?

 

Rivestire quel ruolo ha rappresentato per me la realizzazione di un sogno che racchiudeva in sé tante speranze e tanti progetti ambiziosi. Ma non nascondo che si sia trattato di un sogno spesso accompagnato da alcune delusioni legate, il più delle volte, all’impossibilità di conciliare la “parte politica” con l’attività della Pro Loco, che invece deve affermarsi come apolitica.

 

Di cosa si è occupato precisamente? E quale è stata l’iniziativa in cui si è più impegnato, oppure un progetto a cui teneva particolarmente che ha visto realizzato?

 

Durante il mio mandato, l’obiettivo principale da perseguire è stato quello di “risollevare” il concetto stesso di Pro Loco, una Pro Loco con la P maiuscola. La mia presidenza si è fatta spazio in un momento in cui l’Associazione doveva far fronte a molte difficoltà economiche, dopo aver attraversato un periodo alquanto burrascoso, perciò quello che siamo riusciti a fare è fonte di grande orgoglio. Sicuramente tra i progetti di cui vado più fiero rientra quello della “Serra Didattica”, iniziativa suggeritaci dalle maestre della scuola elementare di Sant’Oreste e fatta nostra mediante la presentazione di un bando per finanziamenti alla provincia. Anche la costruzione di Presepi fatti dai bambini nelle scuole e aperti a tutti rientra tra questi progetti; appartengo ad una lunga tradizione di opere per i Presepi, perciò è stata un’iniziativa che ho curato con molto piacere. Per la prima volta, inoltre, è stato messo a punto un calendario delle attività annuali portate avanti dall’Associazione.
Un’altra importante novità è stato il Laboratorio aperto grazie a Sandro Signoretti, per il restauro di due antichi quadri presenti nella Chiesa di Santa Croce.
C’è stato qualche progetto che non è riuscito a realizzare e che, invece, avrebbe voluto?
Avevamo interessanti idee per quanto riguarda la parte museale, naturalistica e dell’ampliamento della biblioteca comunale che purtroppo non si sono realizzate.

 

Nel periodo in cui è stato Presidente della Pro Loco, chi era a capo dell’amministrazione comunale? Che tipo di rapporto intercorreva tra la Pro Loco e l’amministrazione in quel periodo?

 

In quel periodo le redini dell’amministrazione comunale erano nelle mani della coalizione di centro-sinistra, con Sergio Menichelli Sindaco. Inizialmente ci fu una buona collaborazione tra la parte politica e l’Associazione ma in seguito per una serie di difficoltà non si creò il dialogo sperato e non si riuscirono a portare a termine tutti gli obiettivi che il nostro direttivo si era prefissato. Infatti, se è vero che l’attività della Pro Loco dev’essere necessariamente apolitica, allo stesso modo ritengo che sia fondamentale instaurare un certo rapporto con l’amministrazione locale, per permettere quel sostegno e quel dialogo che per il suo corretto operare sono necessari.
Che tipo di rapporto vi era invece tra la Pro Loco e le altre realtà associative e non del paese?

 

Ci siamo battuti sin da subito per creare quella sinergia con le altre associazioni sul territorio, perché la Pro Loco dev’essere il cardine della promozione dell’accordo tra tutte le associazioni presenti.

 

Dunque tutto si è concluso in un ambiente favorevole? È stato facile portare a termine il mandato?

 

Forse avevamo troppe aspettative, ma il direttivo ha sempre continuato a muoversi lungo questa linea di pensiero, cioè quella che vedeva, come suo principale faro, la Pro Loco al centro di tutto. L’associazione è sempre stata a disposizione del paese impegnandosi al massimo delle sue possibilità, e il direttivo ne è uscito a testa alta, lasciando nel complesso un ambiente più che sereno.
Cosa consigliereste a chi intende percorrere questa strada e occuparsi così tanto del sociale?

 

Ciò che più mi spiace è vedere le difficoltà che ancora ci sono nel cogliere lo spirito di partecipazione che inevitabilmente dovrebbe sorreggere le attività della Pro Loco. Tutti devono partecipare, e devono farlo senza remore. Sono stato Presidente e ancora oggi spendo energie nella cura dell’Associazione nella veste di semplice socio, perché se potessi, tornerei a far parte del direttivo anche domani stesso. La Pro Loco è di tutti, appartiene tanto al libero cittadino quanto a chi amministra senza alcuna distinzione, perché tutti possono e devono farne parte in qualsiasi modo.


Col “senno di poi”, cosa proporrebbe a chi è ora Presidente della Pro Loco?

 

In realtà, ascoltando le proposte per il 2017 presentate durante l’ultima riunione dei soci, credo che il nuovo direttivo sia sulla strada giusta. E questo soprattutto per i nuovi programmi che riguardano innumerevoli iniziative culturali, cosa che mi rende alquanto orgoglioso.

 

Condividi: